Nicolae Ceausescu e il comunismo

Successivamente all'accordo stipulato, nell'autunno del 1944 a Mosca, tra W. Churchill e I.V. Stalin, la Romania fu "consegnata", politicamente parlando, alla Russia da cui ne consegui l'inizio del sistema di governo comunista. I comunisti iniziarono gradualmente la loro scalata al potere con l'aiuto ed il sostegno di Mosca.

Il primo governo di ideologia comunista fu capeggiato da Petru Groza. Nel mese di giugno del 1946 fu eseguita la condanna a morte del Maresciallo Ion Antonescu. Il 30 dicembre 1947 il re Michele I di Romania fu costretto ad abdicare mentre le forze democratiche di opposizione vennero brutalmente liquidate.

L'influenza sovietica fu completata dopo il 1948 con la nazionalizzazione e collettivizzazione. Industrie, miniere banche e trasporti vennero inglobati da un piano economico. Nel 1951 inizio il primo piano quinquennale per lo sviluppo dell'industria e dell'agricoltura.

Negli anni '60, sotto la leadership di Gheorghe Gheorghiu-Dej e il suo successore, Nicolae Ceausescu, il partito comunista della Romania inizio ad organizzare un politica estera indipendente dall'influenza sovietica. Tale politica, autonoma da Mosca, porto ad una rapida crescita dell'industria pesante provocando il mutamento della societa, da agricola a industrializzata. Durante gli anni '70 Ceausescu tento di modernizzare l'economia romena prendendo a prestito ingenti somme di danaro dagli istituti di credito occidentali.

A causa di questo grandioso progetto di modernizzazione, il popolo rumeno fu sottoposto ad un rigoroso programma austero in quanto Ceausescu decise di estinguere tale ingente debito pubblico in un breve tempo. Lo standard di vita della popolazione divenne ebbe un peggioramento negli anni '80 a causa delle ingenti esportazioni di derrate alimentari e di prodotti petroliferi verso l'occidente. Il regime comunista aveva costituito una rete di controllo totale per mezzo della securitate ( polizia segreta ) generando, di fatto, uno stato di polizia.

Dopo 25 anni di potere, la famiglia Ceausescu aveva ridotto la Romania in uno stato di degrado pressoché totale avallando la menzogna, la corruzione, il terrore, le ripetute violazioni dei diritti umani e provocando l'isolamento dal mondo occidentale. Con la caduta del muro di Berlino anche la Romania volle scrollarsi di dosso un potere, quello dei Ceausescu, che per troppo tempo aveva tollerato: nel dicembre del 1989, scoppio la rivoluzione.

Il 25 dicembre 1989 Nicolae e Elena Ceausescu vennero condannati a morte da un tribunale militare e fucilati lo stesso giorno.

La rivoluzione in Romania - DICEMBRE 1989

Dicembre 14-15

I venti rivoluzionari soffiano da Timisoara quando un prete riformato ungherese, Laszlo Tokés, si oppose, all'ordine delle autorita, di andare via dalla parrocchia. Un cordone umano di centinaia di parrocchiani difese la casa di Tokés dall'assalto della Securitate (polizia segreta di Ceausescu). Diverse centinaia di protestanti furono uccisi dalle forze anti sommossa securiste.

Dicembre 19-22

Lo spirito rivoluzionario giunge a Bucarest, durante un discorso di Ceaucescu davanti a 100.000 lavoratori la televisione romena e' costretta ad interrompere la trasmissione a causa dei fischi e delle urla di protesta contro il "Conducador".

Dicembre 22

Nicolae e Elena Ceausescu cercano di fuggire con l'elicottero ma vengono fermati ed arrestati a Targoviste.

Dicembre 25

Il giorno di Natale la coppia viene condannata a morte da un tribunale militare e fucilata. I dati ufficiali parlano di 689 morti, uomini e donne caduti per la rivoluzione.

Dicembre 26

Il Fronte di Salvezza Nazionale ( NFS ) capeggiato da Ion Iliescu nomina Petre Roman primo ministro. La maggior parte dei comunisti conserva il proprio posto nel nuovo governo.

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